Le risposte alle domande più comuni su Anamnesi AI.
È uno strumento web per i medici che ascolta il dialogo con il paziente, lo interpreta e redige automaticamente una scheda anamnestica strutturata (anamnesi prossima e remota, terapie, esami). Il medico la rivede, la corregge se serve e la firma. L'obiettivo è ridurre il tempo dedicato alla compilazione e restituirlo alla visita.
No. Anamnesi AI non produce un verbale parola per parola: interpreta la conversazione e la riscrive in forma clinica, in terza persona, come farebbe il medico compilando la cartella. Saluti, ripetizioni e parti non cliniche vengono escluse.
Sì. Le sezioni della scheda sono personalizzabili: ogni medico attiva, modifica o crea le proprie sezioni in base alla branca. L'analisi si adatta al linguaggio clinico del campo impostato.
Ogni medico ha un accesso riservato e vede solo i propri pazienti. In fase di utilizzo si raccomanda l'uso di identificativi pseudonimi al posto dei nomi reali. Il sistema è pensato nel rispetto dei principi del GDPR sul trattamento dei dati sanitari.
Dalla pagina di registrazione si inseriscono nome, email, branca, numero di iscrizione all'Ordine e una password. La richiesta resta in attesa finché non viene approvata, a verifica della qualifica. Dopo l'approvazione si riceve una email di conferma e si può accedere.
No. Anamnesi AI funziona dal browser, su computer e tablet. Non serve installare programmi: basta accedere con le proprie credenziali.
Sì. La scheda può essere stampata o salvata come PDF, con l'intestazione personalizzata dello studio (logo e contatti) e modelli di referto configurabili.
Sì, come ogni strumento automatico. La trascrizione e l'interpretazione possono contenere errori, specie su nomi di farmaci e termini specialistici. Per questo la scheda è sempre modificabile e va riletta e validata dal medico prima dell'uso. La responsabilità clinica resta del medico.
Hai altre domande?
Contattaci